31 gennaio, 2007

"Love frames"

L’esposizione presenta una selezione di sedici immagini in bianco e nero realizzate a Firenze e in varie città europee nell’arco di circa un decennio. La mostra è divisa in due sezioni. La prima, con gli scatti degli anni Novanta, e la seconda con quelli del Duemila La prima sezione (1994-1995) si apre emblematicamente con due still film ripresi da un piccolo apparecchio televisivo che ci mostrano in maniera un po’ sgranata e confusa coppie famose del grande cinema (James Stewart e Grace Kelly nella Finestra sul cortile di Alfred Hitchcock e Harrison Ford e Sean Young in Blade Runner di Ridley Scott). La sezione prosegue con i frammenti i ripresi a Firenze e in Toscana: sono immagini di strada, in cui l’autore si sofferma su figure e dettagli dell’avventura amorosa di personaggi estranei come se fossero scene di un ipotetico film. La mostra prosegue, nella seconda sezione (2002-2004), con gli scatti europei degli anni Duemila, realizzati a Parigi, Berlino, Budapest, Barcellona. La visione, sempre fortemente cinematografica e indiziaria, alterna coppie reali riprese in situazioni più o meno quotidiane e icone amorose dell’arte e della pubblicità. Il sentimento amoroso si nutre di “figure” che il fotografo insegue ovunque per sorprenderne il fascino e l’inesplicabile mistero.

Rex Cafè Via Fiesolana 25r Firenze
INFO: www.deaphoto.it
mail: deaphoto@tin.it

ATTRAVERSAMENTI: di Luisa Raffaelli

La manifestazione, promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Spettacolo – Centro Nazionale di Fotografia, presenta una singolare serie di lavori dell’artista torinese, che prosegue la rassegna “Racconti di donne”
Si tratta di immagini in cui vivono elementi narrativi, immaginari frames da video, che raccontano una condizione della protagonista volta a raccogliere una dimensione esistenziale non solo personale ma di tutte le donne. Si tratta di una fotopittura digitale che punta sull’effetto iperreale e straniato della scena: quasi tutto ciò che è contenuto nelle immagini non esiste nella realtà, ma è il frutto di un assemblaggio di frammenti fotografici, attraverso cui l’artista costruisce una sorta di set virtuale elaborato digitalmente in senso pittorico. La modella coinvolta nelle azioni è una giovane donna il cui volto è in genere nascosto dai capelli per sottolineare la sua funzione di rispecchiamento. Essa è colta di frequente mentre attraversa, correndo verso luoghi esterni, o ancora mentre sosta, contratta, in ambienti chiusi. Luoghi virtuali ma fortemente realistici. Gli esterni rappresentati sono luoghi non-relazionali, non-simbolici, non-temporali, frutto di una rappresentazione della contemporaneità: quindi della precarietà, della transitorietà, della isolata individualità. Luoghi che si attraversano ma non si possono abitare. Dove non ci si può fermare e quindi definire attraverso qualche coordinata stabile. Spazi di Time - out, come direbbe l’antropologo francese Marc Augé. Gli interni sono spesso ambienti privati, sovraccarichi di oggetti, anch'essi molto connotati, come gli abiti della modella, pieni di scorci, angoli, supposizioni di presenze e di cose, vie di uscita o di barriere. Oppure sono luoghi chiusi, non privati ma pubblici, anonimi e freddi: sorta di uffici o di zone sotterranee, dove la protagonista si aggira in genere armata di una lampada, una alabarda intelligente per aprirsi delle vie di fuga. La contemporaneità della condizione esistenziale raccontata è ulteriormente sottolineata da una scelta linguistica di tipo filmico. I colori sono vividi e pulsanti, l’atmosfera elettrica e tesa, come ad enfatizzare una situazione di azione e movimento, contraddizione e smarrimento.

Padova, Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa)
INFO: Centro Nazionale di Fotografia
Via Niccolò Tommaseo, 60 – 35131 Padova
tel. 049 8204518 - 4525 – 4530 fax 049 8204532
e-mail: cnf@comune.padova.it Sito internet: http://cnf.padovanet.it

Mutazioni e altre storie

MiCamera presenta il lavoro dell’artista piacentino Gian Luca Groppi; in esposizione una serie di stampe appartenenti a due differenti corpi di lavoro quali “Mutazioni” e “I”, serie di opere che rappresentano il frutto di una ricerca perseguita dall’autore negli ultimi anni. Le fotografie di Groppi sono dei “tableau vivant”, set curati nei dettagli e nell’ambientazione e all’interno dei quali sono le sue stesse amicizie e frequentazioni a prestarsi in qualità di attori, simboli
Una dimensione teatrale e sperimentale che sposta la logica verso gli ambiti superiori del surreale.
Le immagini, rigorosamente in bianco e nero, indagano la condizione umana, riferita al mondo interiore dell’autore (serie “I”) o alla condizione dell'individuo nell’ambito dell’ attuale società (serie “Mutazioni”).
Nella serie Mutazioni, composta da dittici, la scelta tematica del doppio sembra contagiare le immagini come fattore perturbante, destabilizzante, capace d'innescare esiti tanto imprevisti quanto spiazzanti.
I dittici deviano regolarmente le aspettative dell’osservatore. Sono racconti brevi in cui la realtà umana finisce per risultare estremamente fragile, ambigua, irrisolta.

INFO: MiCamera – photography and lens-based arts
Via Medardo Rosso, 19
20159 Milano
tel/fax +39.02.4548 1569
www.micamera.com
info@micamera.com