10 aprile, 2006

FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma

4 aprile - 31 maggio 2006 V edizione 2006Novecento - la necessità della fotografia
di Manuela De Leonardis



Il titolo è impegnativo, Novecento - la necessità della fotografia. Anche le aspettative, perciò, per questa quinta edizione del Festival Internazionale di Fotografia sono notevoli. Ancora una volta Roma diventa lo scenario di questa gran kermesse, ideata e diretta da Marco Delogu, che ha riconosciuto alla fotografia lo status di arte fra le arti. Un’attrazione in più, tra l’altro, per le migliaia di visitatori, tra turisti e addetti ai lavori, che arrivano da ogni parte di mondo. A loro - a quelle orde di turisti anonimi e al loro modo di viversi la città eterna - è dedicato proprio il progetto commissionato dal Festival al fotografo inglese Martin Parr - Tutta Roma - visione disincantata di una realtà spesso surreale. Nella stessa sede espositiva, il prestigioso Palazzo Caffarelli che ospita anche i Musei Capitolini, un’altra mostra insiste sul tema delle vacanze - Il secolo delle vacanze - ripercorrendo, attraverso le immagini dei grandi maestri della fotografia - primi fra tutti Jean-Jacques Lartigue, Henri Cartier-Bresson - le lotte sindacali, all’inizio del XX secolo, per l’affermazione del diritto dei lavoratori alle ferie retribuite, fino ad arrivare ad analizzare il fenomeno di massa, focalizzato con grande lucidità in tempi più recenti da autori contemporanei tra cui Gianni Berengo Gardin e Massimo Vitali.Altri luoghi istituzionali del Festival sono Palazzo Braschi, la Sala Santa Rita, il Museo di Roma in Trastevere, Palazzo Poli e Palazzo della Calcografia, il Museo Andersen a cui si aggiungono quest’anno anche il Tempio di Adriano e il Teatro Tor Bella Monaca. Fa da corollario un numero crescente di spazi messi a disposizione da privati o da istituzioni italiane e straniere, quindi gallerie d’arte, associazioni, istituti di cultura, ambasciate…Questo lungo racconto fotografico, dedicato al secolo che si è da poco concluso, si snoda quindi attraverso luoghi diversi, ritmato da capitoli che possono essere complementari fra loro, oppure del tutto autonomi. Il capitolo più drammatico è quello della guerra, della violenza, dei disastri ecologici e ambientali, della fame e della morte. Guerre che hanno segnato la storia, al confine tra passato e presente, quelle di cui seguono le tracce un gruppo di fotografi - Luca Campigotto, Riccardo Mazzoni, Simon Norfolk, Eva Frapiccini, Robert Knoth - impegnati in una ricerca di sapore filologico (Museo di Roma in Trastevere).Di grande impatto emotivo le fotografie di Letizia Battagliaz e Franco Zecchin, famosi per i loro reportage sulla mafia (Palazzo della Calcografia), di Mario Dondero, raffinato intellettuale (Museo di Roma in Trastevere/ Sala Santa Rita/ Teatro Tor Bella Monaca), o del documentarista francese Raymond Depardon (Villa Medici) che all’aspetto documentario - il più delle volte di aperta denuncia - associano una visione estetica intensa ed equilibrata. Anche gli scatti di Mario Carbone (Sala 1) - il confronto è tra la realtà dell’India e quella del Sud dell’Italia nei primi anni ’60 - puntano l’obiettivo sugli aspetti antropologici, senza mai perdere di vista le implicazioni sociali. Testimoni di un altrove geograficamente e culturalmente distante dal nostro, attanagliato da problemi di sopravvivenza, dalla miseria e dalla fame, dall’ignoranza, Guy Tillim e Graciela Iturbide - il primo sudafricano, la seconda messicana - coinvolti in un progetto di Zoneattive e della Comunità di Sant’Egidio, raccontano la difficile quotidianità in due paesi africani, il Malawi e il Mozambico.Profondamente diverse le immagini di altri luoghi, come la Finlandia (Jorma Puranen, Anni Leppala, Juha Suonpaa, Raakel Kuukka, Museo Andersen) e la Lituania (Aleksandras Macijauskas, Antanas Sutkus, Romualdas Pozerskis, Museo Andersen), la Nuova Zelanda (Autori vari, Project Room Villa Glori) o gli stessi Stati Uniti nel decennio ’70-’80 (Mitch Epstein, Brancolini Grimaldi Arte Contemporanea) descritte da fotografi di diverse generazioni. Ancora una volta gli occhi puntati sulla Cina, attraverso le opere di quattro contemporanei - Wang Gongxin, Lin Tianmiao, Han Lei e Chang Hsing-yu (Galleria Luxardo) - che partono dalla loro tradizione culturale per proiettarsi nel futuro, affrontando il tema del paesaggio, del corpo umano, delle trasformazioni della società, del confine tra storia e mito.Non mancano le interferenze con le altre arti, dal cinema alla pittura, dall’architettura alla letteratura. E’ una poetica visionaria, erede di un certo surrealismo e densa di riscontri psicologici, quella che presenta il fotografo sudafricano Roger Ballen (Palazzo Poli), inquadrature - talvolta inquietanti - di personaggi, animali e oggetti all’interno di stanze misteriose.Per il cinema, tra i vari lavori, un omaggio a Charlie Chaplin (Villa Medici) con la proiezione di bobine restaurate dei suoi film principali e la presentazione di una sequenza inedita di una gag di Le luci della città, tagliata in fase di montaggio. Tra realtà ed immaginazione le fotografie della romana Gea Casolaro (Casa del Cinema), che si sofferma su una zona specifica della capitale, l’Eur, luogo di per sé metafisico, amato da registi quali Fellini, Antonioni e Petri.Lo stretto scambio tra letteratura e immagine fotografica è dichiarato negli scatti di un altro fotografo romano, Luca Rinaldini (Ambasciata del Brasile), che rincorre le parole di Jorge Amado per fermarle nelle sue suggestive fotografie in bianco e nero - virate in seppia - dedicate al cacao. Di sapore retrò, con le loro atmosfere d’altri tempi tra avventure ed esotismi, anche le foto originali provenienti dall’album de La crociera nera (Società Geografica), la spedizione che fece il francese André Citroen, tra il 1924 e il 1925, dalla costa del Mediterraneo al Madagascar.Al Museo di Roma in Trastevere, affascinati dal binomio passato/presente in una parafrasi di immobilità e trasformazione, due tra i più acclamati fotografi italiani, Gabriele Basilico per l’architettura e Luigi Ghirri per il paesaggio, guardano gli scenari urbanistico-architettonici o paesaggistici utilizzando come metro di indagine le cartoline d’epoca, democratico mezzo di comunicazione impreziosito da coinvolgimenti artistici.Sempre parlando di architettura, stavolta però lo scenario è New York e la visione è profondamente soggettiva nonché emotiva, le fotografie della star del rock Lou Reed, per la prima volta in Italia (Galleria Unosunove).Insomma il percorso è più che mai articolato. Un panorama ricco di sconfinamenti dalla cruda realtà alle evasioni liriche e viceversa, in cui non manca neanche chi, come Alberto Garcia-Alix (Brancolini Grimaldi Arte Contemporanea) - artista spagnolo protagonista della Movida, il movimento cultura del dopo Franco che annovera tra i suoi esponenti anche Joaquin Sabina per la musica e Pedro Almodovar per il cinema - con i suoi ritratti imprevedibili di personaggi notturni ai margini di una società benpensante, come pure di oggetti avvolti in un’aria quasi feticista - è famosa la sua passione per le scarpe - ci offre una traduzione visiva apparentemente glamour, sempre acuta e di grande sarcasmo.

FotoGrafia - Festival Internazionale di Roma - V edizione 2006
Novecento - la necessità della fotografia 4 aprile - 31 maggio 2006 Opening days: 4, 5, 6 aprile 2006 - Tempio di Adriano, Piazza di Pietra - Roma

www.fotografiafestival.it

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